Nome: Montébore.
Origine: Piemonte, provincia di Alessandria, Valli Borbera, Grue e Curone.
Storia: La sua storia millenaria risale almeno al X secolo, legata ai monaci benedettini. Secondo una romantica leggenda, fu servito al banchetto di nozze di Isabella d'Aragona e Gian Galeazzo Sforza nel 1489. La sua produzione ha rischiato di estinguersi negli anni '80 ed è stata recuperata alla fine degli anni '90, diventando Presidio Slow Food.
Ingredienti: Latte crudo misto, con prevalenza di latte vaccino (65-70%) e l'aggiunta di latte ovino (30%). A seconda della stagione, può essere integrata una piccola percentuale di latte caprino.
Aspetto: La caratteristica più distintiva è la sua forma, chiamata "castellino" o a "torta nuziale". È composta da più forme di diametro decrescente sovrapposte, solitamente tre. La crosta, edibile, varia da giallo paglierino a nocciola scuro a seconda della stagionatura. La pasta è di colore avorio, con occhiatura fine, e varia da morbida e umida quando è fresca a compatta e leggermente granulosa se stagionata.
Gusto e aroma: Il sapore è delicato e lattico nel prodotto fresco, con una leggera acidità e note dolci-salate. Con la stagionatura, il gusto diventa più intenso e complesso, con sentori animali più accentuati e un finale leggermente piccante.
Stagionatura: Varia da 20 giorni a 4 mesi o più.
Abbinamenti: Si abbina bene con confetture di fichi, arance o miele di castagno. A tavola, è eccellente con vini bianchi come il Timorasso o rossi leggeri come la Barbera. Si può gustare da solo, grattugiato su pasta o risotto, o utilizzato per mantecare risotti.
Formaggio Montebore
Il prodotto è realizzato da un caseificio locale, che puo' variare in base alla disponibilità e alla stagionalità del prodotto.


